A vent’anni dall’uscita dell’album “Ballate per piccole iene” gli Afterhours tornano con un tour omonimo la cui ristampa è prevista per la prossima primavera. Il 2026 coinciderà anche i 40 anni dall’origine della band a dimostrazione che il rock autentico sfida le leggi del tempo e delle molteplici ere musicali mantenendo il suo indelebile credo. La storica formazione composta da Manuel Agnelli (storica voce e chitarra), Andrea Vitto (basso), Dario Cioffo (violino e chitarra), Giorgio Prete (batteria) e Giacomo Rossetti (chitarra, tastiere e percussioni) è approdata anche ad Assisi per Suoni Controvento portando alle pendici della Rocca la band milanese che da sempre si distingue per il suo influsso alternativo. “La sottile linea bianca”, “Ballata per la mia piccola iena”, “Ci sono molti modi”, “Mali in polvere”, “Strategie”, “Germi”, “La verità che ricordavo”, sono tra i principali brani della setlist che ripercorre la carriera della band evidenziando la sua evoluzione pur mantenendo l’ innata trasgressione come suo comune denominatore. La sfrontatezza mista ad ironia e malinconia raccontano di una produzione artistica da sempre in costante ricerca e intenzionata ad avvicinarsi ad altri generi come il grunge, punk, simil pop e lo-fi. Nonostante la loro settorialità non c’è appassionato di musica che non conosca “Hai paura del buio?” e “Non è per sempre”, celebri brani che li hanno resi famosi anche ai più distanti. Sconfinare nel popolare pur mantenendo la propria cifra stilistica non è semplice, ma gli Afterhours sono stati in grado di mantenere la loro riconoscibilità anche quando hanno incluso un pubblico più vasto. Nonostante il momentaneo cambiamento della formazione e il periodo da solista di Agnelli il collante di questo gruppo rimane saldo anche se, nonostante tutto, annunciano di fermarsi, ma solo per godersi il tempo – presente – che in questi anni è sicuramente corso troppo in fretta. A sugellare il concerto anche il suggestivo e immancabile tributo ad Ozzy esibendosi magistralmente con “War Pigs” dei Balck Sabbath. Trionfanti e sempre centrati con intelligenza lasciano la festa ora che è ancora viva; ed è così che salutano non solo il pubblico umbro, ma tutti il loro popolo, a quattro date da quello che quindi potrebbe essere l’ultimo concerto prima di un lungo periodo buio, inteso come di raccoglimento, di cui non dobbiamo avere paura.

Erika Moroni