I suoni di una musica che spazia dall’R&B, all’hip hop all’elettronica, una voce precisa ed evocativa, hanno avvolto la bellissima Villa Fabri in Trevi, per una serata all’insegna della qualità artistica con una vista spettacolare sulla valle di Spoleto. A creare questa atmosfera Lauryyn, una giovane cantate pugliese, che diplomatasi al conservatorio di Lecce inizia a farsi conoscere portando in giro per l’Italia il suo ultimo progetto musical basato sul suo EP Intro. Posizionata davanti all’ninfeo sembrava lei stessa una Dea con la sua veste mossa dal vento e protetta da Filippo Bubbico ( tastiera, synth e producer) e Vincenzo Messini (batteria). Il concerto inizia con vibes concettuali e morbide con brani più soul come Mano, Se dovessi scrivere di te, Cambio di scena e il suo primo singolo Cosa è una regola. Intro, che da appunto il nome al Tour, è un racconto intimo, probabilmente quello di un’intera generazione e più specificatamente quello di una specifica fascia di età. Le paure, l’accettazione ma anche l’apatia che avvolgono la quotidianità di questa cantante che si distingue per una contrapposta maturità artistica. Ci parla di un brano inedito Se dovessi scrivere di te che tende a far sentire solo nei live; è il racconto di una perdita che generosamente ci confida per farne tesoro anche noi. La seconda parte del concerto si apre con Mi piace: tutto si movimenta con riverberi ampissimi creando un clima ballabile e Louryyn sorride nel comunicarcelo come fosse consapevole della straordinarietà (nel senso di non ordinario) delle sue performance. Una ragazza quindi che ha tanto da dire e noi siamo ponti ad ascoltarla, anche quando a parlare sarà Aurora.

Erika Moroni