Non importa quale sia il proprio orientamento religioso o politico: qualsiasi sia in nostro la satira apre indistintamente gli occhi su tutto quello che si cela dietro ogni input che la società costantemente ci impone. Una visione onesta volta a percepire la vera essenza alla base della comunicazione, mettendo in discussione anche i messaggi apparentemente più innocui. L’Operaccia Satirica di Paolo Rossi è una seduta terapeutica in cui veniamo messi difronte alla realtà delle cose, in cui al suo termine ne usciamo più lucidi e consapevoli. L’unico davvero sotto esame è lo stesso Paolo Rossi a cui una psicologa/mediatrice della serata, Caterina Gabanella, fa da Virgilio anziché da Beatrice: nascono così dai racconti personali quei dettagli onesti in grado di farci sentire umanamente simili e paradossalmente tutti d’accordo. I dissacranti discorsi spaziano dalle pubblicità, ai classici della letteratura fino ad arrivare alle Sacre Scritture. Tutto si ricollega e si riduce perfettamente alla quotidianità più comune. Lo spettacolo dell’irriverente attore comico approda dunque anche al Lyrick di Assisi per una serata all’insegna del divertimento puro e pungete. Decisamente non moderato ma nemmeno troppo severo, l’umorismo dell’artista di adozione meneghina centra quindi con puntualità i temi nevralgici discutendo con la sua terapeuta del più e del meno intervallando momenti musicali e sketch con Emanuele Dell’Aquila e Alex Orciari. Paolo Rossi con la sua proprietà di linguaggio e poetica circense si muove sfrontatamente sul palco narrando e cantando, coinvolgendo con le sue scomode verità, personali e non, ricordandoci anche i grandi amici che lo hanno affiancato, da Rino Gaetano a Enzo Iannacci con cui ha duettato nel Saremo del 1994 e di cui stimava l’intelligenza del saper “rubare” ai giganti. I soliti accordi è il brano che portarono all’Ariston e che qui ripropone con scanzonata attualità, dimostrando che i doppi sensi di allora valgono anche per oggi. L’etica è tristemente e continuamente persa di vista dall’essere umano, e fino a quando ciò accadrà ci sarà sempre più materiale di cui ridere. Una comicità, quella della satira, che quindi non tramonterà mai, per continuare a disilluderci dal credere di essere un passo avanti, quando saremo sempre due passi indietro.

Erika Moroni