Il bianco che si contrappone al nero e solo qualche nota di colore: questa la scelta scenografica realizzata per il tour In Teatro2024 di Malika Ayane. Il suo talento e uno spiccato senso per la moda hanno reso questi concerti autunnali un vero tripudio di eleganza, e al teatro Giancarlo Menotti di Spoleto ha inevitabilmente portato anche il suo humor, dialogando con il pubblico, unito ad una evidente emozione e celata timidezza che, nonostante tutte le platee e diversi Sanremo, ancora non la lasciano. Il candore, appunto, avvolge l’intero palco, la band vestita d bianco, e poi lei, biondissima, che ci propone stilosa variegati cambi d’abito rigorosamente nivei. Ma prima di iniziare il buio, dal quale Marco Guazzone ha inaugurato la serata illuminato da un solo fascio di luce, e illuminandoci, proponendo al piano alcuni dei suoi brani, tra cui la delicatissima ‘Sasledine’ ( feat Chiara Galiazzo). Malika tiene molto al gruppo di musicisti che la accompagna (Marco è il pianista / tastierista a cui si uniscono Jacopo Bertaccio – chitarre-, Stefano Brandoni – chitarre-, Filippo Cornaglia -batteria- e Raffaele Trapasso -basso-), ricordando come ognuno di loro sia un artista con propri progetti: e non solo, anche i due tecnici on stage sono stati coinvolti in prima persona come cantanti per il coro di ‘Sottosopra’ a dimostrazione di come tutta questa grande famiglia abbia una voce personale i tutti i sensi. I suoi brani sono stati arrangiati con ricercatezza creando un’atmosfera onirica e forse meno pop con intro eleganti come per le celebri Tempesta e Come Foglie: da sempre Malika stupisce rinnovandosi e reinventandosi, mantenendo però costante la sua voce, inconfondibile, modula, educata alla lirica, e quella costante ritmica a tratti bossa nova, a tratti tribale e a tratti dance. L’ idea per questo tour è quella di proporre anche brani meno conosciuti, ed è così che oltre a ‘Feeling Better‘, ‘Quanto dura un’ora‘ e ‘Ti piaci così ‘ solo per citarne alcune, a Spoleto abbiamo avuto (ad ogni data una proposta diversa) il piacere di ascoltare ‘Grovigli‘, delicata esibizione con il chitarrista Stefano Brandoni. Non è mancato anche il momento revival in cui ha interpretato le famose cover, ‘La prima cosa bella’, ‘Cosa hai messo nel caffè‘ e una toccante ‘Volare’, per poi condurci alla fine del concerto lasciando nuovamente il testimone a Marco Guazzone con cui interpreta l’ultimo singolo del cantautore, ‘Giovedì‘. Ci lascia sulle note di ‘Senza fare sul serio‘ mantenendo costante la sua originalità e gestualità scultorea che la rendono unica nel suo genere.

Erika Moroni