LIGABUE, UN NUOVO “NOI” PER CONTRASTARE L’ISOLAMENTO SOCIALE: IL SUO ULTIMO TOUR FA TAPPA AL PALA BARTON DI PERUGIA.
Perugia, 6 novembre 20203, Pala Barton. Un luogo che quando si illumina è sempre e solo per grandi eventi, e questa volta i riflettori si accendono per Ligabue. E’ la prima delle due serate nel capoluogo umbro, la nona tappa del suo attuale tour indoor “Dedicato a noi”, un viaggio tra presente passato e futuro. Ad ogni appuntamento un concerto diverso, per raccontarsi a 360°: così Luciano porta sul palco, insieme alla sua storica band composa da Fede Poggi Pollini (chitarra), Mirco Bossini (chitarra), Max Cotiafavi (chitarra), Luciano Luisi (tastiere), Ivano Zanotti (batteria), Davide Pezain (basso), la storia, il peso mirabile di uno successo decennale in continuo rinnovamento e nuove pagine della sua arte. Luciano si conferma il re di quel rock che va oltre il rock stesso, in cui si raccontano ruvide malinconie, ironie e romanticismi: ma le novità dell’ultimo album sono percettibili e le ritroviamo nella lettura di un tessuto sociale che fa fronte a nuove problematiche come la pandemia. Si parla di un “noi”, diverso da quello sempre pronunciato, un “noi” che supera le paure grazie all’aggregazione in quanto il disfacimento sociale porta solo all’ isolamento, lo percepiamo in brani come Dedicato a noi in cui il tema della diversità ci illumina su quanto in realtà siamo legati l’uno all’altra, in Stanotte più che mai, storia di due adolescenti che devono fare i conti con gli strascichi di una guerra virologica o in Riderai, inno che ci porta a pensare al domani sorridendo del dolore che oggi ci affligge, lasciandoci così un messaggio di speranza (la canzone è l’ultima del cd, al fine di lasciarne un buon sapore). Altro brano rilevante è La metà della mela, ballade che parla d’amore, di una crisi superata, e anche qui ritorna la voglia di guardare al futuro, insieme. Una proiezione lungimirante che sembra non appartenere ai più giovani, demotivati e che si trovano ‘un mondo carico di disordine’, un mondo in cui 26 persone possono detenere il corrispettivo in denaro di circa mezza popolazione globale. Denunce che ci arrivano non solo attraverso i testi ma anche visivamente grazie alle immagini e alle parole scritte, trasmesse sul videowall. Un effetto scenico di forte impatto in cui si sono alternate a ipnotici visual, il tutto unito a luci studiate nel dettaglio, in grado di enfatizzare i vari momenti e conseguenti stati d’animo. Un capitolo inedito, ma in cui Ligabue è sempre riconoscibile e sarebbe controproducente il contrario, a fronte di un’artista che si è costruito una carriera su uno stile ben preciso e strutturato; le uniche nuove inflessioni sono probabilmente riconoscibili nella batteria e cori, di cui si è occupato Lenny. In occasione della prima data Umbra non poteva mancare una guest del Grifo, Aimone Romizi, front man dei FASK (Fast Animals And Slow Kids), gruppo con cui il Liga ha recentemente collaborato, fondendo il suo rock più ruvido a un rock più indie, attraverso Il tempo è una bugia. Immancabili le icone del suo repertorio condivise con il suo fedelissimo e autentico pubblico, come Questa è la mia vita, Piccola stella senza cielo, Tra palco e realtà e Urlando contro i cielo con cui ha chiuso il concerto durante il bis. Si conclude così un bellissimo momento di condivisione, reale, in cui tutti hanno interagito con tutti, Ligabue in primis, che su quel palco non si è risparmiato, condividendo principi, aspettative e valori, e riuscendo a creare quel “noi” che può non essere utopia.
Erika Moroni
Scaletta del 6/11/23:
Così come sei
Questa è la mia vita
Piccola stella senza cielo
Il peso della valigia
Il meglio deve ancora venire
Il temmpo è una bugia
lambrusco e pop corn
Balliao sul mondo
Quella che non sei
I ragazzi sono in giro
Riderai
Libera nos a malo
A che ora è la fine del mondo
Lettera a G.
Luci d’America
La metà della mela
Certe notti
Si viene e si va
Happy Hour
Marlon Brando è sempre qui
Tra palco e realtà
(BIS)
Dedicato a noi
Urlando contro il cielo
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