Montelago Celtic Festival si è concluso regalandoci meravigliosi e imprevedibili scenari: dai tradizionali fuochi alla pioggia e il fango, che ha contraddistinto principalmente il secondo giorno, alla stupenda stella che cadendo ha per qualche secondo illuminato il cielo dell’altopiano di Colfiorito. Segnali che hanno reso unica questa ventesima edizione completamente contraddistinta dai quattro elementi, fuoco, acqua, terra e aria. Il solenne momento dell’accensione del Fuoco Sacro si è svolto sotto un cielo crepuscolare sempre più blu scuro, mutato dopo il meraviglioso rosa vivo: un fuoco attorno al quale meditare in cerchio, che ha illuminato le tenebre. Lughnasadh, è tempo di raccolto e di fuochi per bruciare e purificare. L’intimità della pioggia ha raccolto tutti per ripararsi e rinfrescato i temerari che ne hanno goduto. La terra ha mostrato come muta repentinamente, rendendo impervie le strade. E lo spettacolare corpo celeste che collidendo con l’atmosfera terrestre ha regalato un fugace spettacolo che ha stupito chi ha potuto vederlo. La musica e il popolo di Montelago hanno fatto il resto: le tre giornate sono volte alla conclusione, dal tramonto del 5 agosto, iniziando con il concerto dei Daridel al Mortaimer Pub, per continuare, fino all’alba, con le esibizioni sul Main Stage dei Montelago Orchestra, i Violans Barbares, i Faun, The Sidh e la partecipazione di Giordana dei Corte di Lunas, i Furor Gallico e The Rumpled. Sono loro gli artisti che hanno suonato incessantemente per tutta la notte facendo ballare tutti. Il rispetto per il prossimo vige tra la gente celtica, gente che sa divertissi, fondendosi, ma senza invadere lo spazio e la liberta altrui. Rispetto anche per la natura tanto da meritarsi il Certificato Ecoevents rilasciato da Legambiente. Questa la nobile politica di Montelago. Varcando quell’ingresso ci si immedesimerà o trasformerà in chi vogliamo, o chi realmente siamo. Gli antichi Celti continuano così a vivere nelle nuove generazioni: forse non tutti ne conoscono il senso autentico, alcuni sono solo devoti estimatori di attuali saghe, altri nerd giocatori di D&D, qualcuno semplicemente si vestirà da unicorno, altri ancora sono lì per caso (anche se il caso non esiste), per godersi musica e idromele. Ma una cosa è certa: saranno tutti legati da un forte senso di famiglia e inconscio filo rosso che risiede in divine energie che difficilmente ci abbandoneranno.

Erika Moroni