E’PRIMAVERA, E A BEVAGNA SI CELEBRA IL MEDIOEVO.
Dopo ogni inverno il mondo rifiorisce, si risveglia, in accoglienti calde e profumate note. Accade ciclicamente, ogni tre stagioni, torna lei, la primavera. Per Bevagna questo evento ha un particolare significato, che anticipa un altro fondamentale appuntamento: il Mercato delle Gaite. Ad aprile infatti si celebra la Primavera Medievale, in cui si inizia ad andare per botteghe, si osservano i mestieri, si mangia nelle taverne, si assiste a spettacoli dal sapore lontano, si partecipa a giochi di ruolo e per vicoli e piazze si incontrano giullari. In questa edizione 2023 sono stati trattati temi come l’importanza della luce, proprio in quei secoli erroneamente considerati bui, sono state analizzate le strategie di guerra, che hanno definito i conflitti di un’epoca; si è andati alla scoperta di quelli che nei nostri tempi rileviamo come ruderi, ma che furono fortezze, rocche e monasteri (o forse chiese) del territorio bevanate. Un bellissimo convegno ha portato in tavola la storia culinaria e l’equilibrio psicofisico annesso, parlando di alimentazione medievale. Due le mostre che hanno caratterizzato queste giornate: la prima dedicata al bellissimo repertorio fotografico, memoria delle edizioni passate, di Alessandro Bertani, Danilo De Laurentis e Stefano Preda, allestito nelle logge di Palazzo dei Consoli. La seconda, collocata presso il chiostro S. Domenico, intitolata “Dalla cura della terra alla salute del corpo e dell’anima”, consiste in pannelli illustrativi (32 per l’esattezza) estrapolati dal codex vindobonenisis series nova 2644, Tacuinum sanitatis conservato nella Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna, curata da Maurizio Tulliani, affermato consulente storico-scientifico medievale, ed Elena Modena, laureata in lingue antiche, diplomata come insegnante di vocalità, ricercatrice e suonatrice di strumenti musicali d’epoca, che attualmente gestisce, in veste di direttrice artistica, il Centro studi Claviere di Vittorio Veneto insieme ad Ilario Gregoletto, di cui è presidente. Proprio questi ultimi sono anche parte del’ ensemble da loro fondato e formato, InUnicum, che si è esibito nella serata di domenica 23 aprile nella suggestiva e, per l’occasione, colorata, Chiesa romanica di San Silvestro. Un repertorio sacro cerimoniale del tardo medioevo, riprodotto da strumenti ricostruiti fedelmente e cantati dalla celestiale voce di Elena: canti mariani, inni ai martiri e ai santi, archetipi sonori nel repertorio monodico polifonico medievale nel suono mistico, sono i temi proposti. Di impronta totalmente diversa il concerto della sera precedente portato in scena dai Corte di Lunas: il gruppo Folk Rock ci ha condotto in una ambientazione fantasy, new age e celtica, piena di storia e contemporaneità. Non sono mancate cover di celebri brani di Hans Zimmer tratti da saghe quali ll signre degli anelli e de I piati dei caraibi, ma anche loro composizioni quali Shine, Dance of shadow and light e Eolo, tra racconti e leggende della loro terra, il trentino. Così, Rik (batteria), Martina (ghironda), Mary (voce e flauto), David (bouzouki), Max (basso), Nicolas (chitarra) e l’incredibile voce di Giordana hanno ricreato in una delle piazze più belle d’Italia, Filippo Silvestri, un’atmosfera unica ed entusiasmante tra balli e spiritualità. Come ogni anno questa primavera si è dimostrata intensa, arricchente e un degno assaggio di ciò che ci attenderà con l’arrivo dell’estate, quando sarà giugno, quando sarà tempo di Gaite.
Erika Moroni
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