C’è ancora molto da fare. Nonostante la consolidata sensibilizzazione rivolta ad alcune tematiche umane, siamo purtroppo costretti a riscontrare illogiche dinamiche che ancora si riscontrano nel tessuto sociale. La parola “inclusione”, fine a se stessa, sembra quindi essere la chiave pronta ad aprire molteplici porte; ma la verità è che questo termine non significa nulla senza i fatti concreti. L’inclusione è quindi fondamentale solo se attuata, istintivamente e in modo naturale. La disabilità è una condizione che ancora oggi necessita di un ricalcolo a causa di superficiali ed inefficaci soluzioni che purtroppo non rendono fluide specifiche realtà. Questo ricalcolo può essere attuato grazie al lavoro svolto da persone generose come i componenti della famiglia di Penso positivo By Tommaso, un’ associazione che nasce da una storia forte, significativa, di quelle che lasciano il segno. Tommaso ha vissuto le difficoltà della minoranza sociale, ed è proprio per questo che, oggi, i suoi genitori Sandro e Catia, hanno creato questa APS, al fine di garantire a tutti i giovani le stesse opportunità in ambito scolastico, creando omogeneità tra ogni studente. Molti progetti, l’affiancamento alle istituzioni e la divulgazione al fine di andare sempre di più incontro a ragazzi e ragazze con disabilità. Per un incontro d’eccezione, il fisico e professore Vincenzo Schettini è arrivato a Foligno con una lezione-teatro tenuta in un Auditorium di San Domenico gremito, non solo da alunni, ma anche da genitori e persone interessate. Vincenzo è poliedrico: diplomato al conservatorio in violino e didattica della musica, è un famoso youtuber ed influencer. Proprio i social gli hanno consentito di comunicare con la gen Z, con cui era già in sintonia seduto sulla sua cattedra. Diverte e si diverte, e le sue spiegazioni risultano semplici nonostante la complessità del tema, e questo grazie al linguaggio e gli esempi comprensibili a tutti. Forse anche il suo aspetto, fresco, lo avvicina ai giovani a tal punto da ispirare fiducia già dal primo impatto. Ma ciò che lo contraddistingue è il messaggio vivo, e quell’atteggiamento volto a cambiare una scuola che risulta ancora piena di vecchie ed inutili sovrastrutture. Il prof coinvolge il pubblico interrogandolo, prendendo spunto dal suo saggio, vincitore del premio Elsa Morente Ragazzi ’23, La fisica che ci piace (in riferimento al nome dei suoi account), innescando ragionamenti e mostrando empatia nella stesura della risposta. Motiva i giovani a non farsi condizionare dal giudizio degli altri ricordando loro che hanno l’importante responsabilità di essere il futuro. E’ onorato di contribuire al cambiamento rivolto alla scuola collaborando in questa occasione con l’associazione dedicata a Tommaso. E l’augurio, a proposito di futuro, che ci sia sempre maggiore supporto garantendo a chiunque la propria dignità. ha interrogato ma ha anche risposto alle intelligenti domande dei giovani, e quando gli è stato chiesto quale fosse l’argomento della fisica che preferisse, Schettini ha risposto ‘l’entropia’, il secondo principio della termodinamica in cui si afferma che ‘l’energia termica (il calore) fluisce sempre da un corpo più caldo a uno meno caldo (e mai in direzione contraria). In questa trasformazione si racchiude un interscambio tra energie che coesistono tra loro dimostrando come non ci siano diversità ma solo adattabilità, all’interno di un sistema che possiamo ricondurre alla base di quelle che sono le dinamiche della vita.

Erika Moroni