IL SENSO DELLA VITA E L’ENERGIA ESOTICA DI FERNANDO MONTAÑO AL TEATRO ROMANO DI SPOLETO: E’ BUENA VENTURA PER IL FESTIVAL DEI DUE MONDI.
Sul palco la verde flora preannuncia l’atmosfera in cui durante la serata verremo condotti (per poi essere successivamente strappati). Un mondo quasi utopico, ossigenato dalla rigogliosa natura che lo costituisce; la purezza di un luogo incontaminato, delle splendide creature che lo abitano si trasformano in ballo, grazie alla magistrale collaborazione tra Fernando Montaño, Pedro Lozano Gomez, Garett Smith e Alejandro Buchelli. Il grande Fernando, ballerino di fama mondiale, in questa serata di celebrazione della danza e della salvaguardia del pianeta, debutta come coreografo, diretto, appunto, da Buchelli, che ha introdotto lo spettacolo insieme a Carolyn Rose Ramsay, spiegando l’impegno per questo progetto e le non poche difficoltà a provare, a causa del mal tempo del giorno precedente. Un balletto che racconta anche della terra di origine dell’étoile Colombiana, portatore di quel sapore esotico d’oltre oceano, di una sensualità innata, ma anche di eleganza, riconoscibile nelle linee di derivazione classica. L’istinto e l’ancestralità che compongono la vita. Buena Ventura, che da il titolo all’intero spetacolo, è l’ultima di sei coreografie che, come preannunciavo, portano lo spettatore ad immergersi in una selva luminosa che si oscurerà quando i suoi ospiti, come in un Eden, si accorgeranno della loro vulnerabilità. Buenaventura è anche la città di origine di Fernando, un insieme di collegamenti che hanno dato origine al meraviglioso evento pensato per il Festival di Spoleto. L’inizio vede in scena Montaño con La Pollera Colora, una sua coreografia creata pe la Biodiversity in Colombia, in cui l’artista omaggia proprio la sua cultura, e da qui parte il racconto: The missing Limb ( di Pedro Lozano Gomez) simboleggia l’uniformità la sinergia tra esseri viventi, Footsteps (di Garrett Smith) ci rende consapevoli dell’individualità, Mis Pies (di Fernando Montaño) è la lucidità di questa certezza. Fernando qui si esprime totalmente, mostrando l’apice delle sue potenzialità di danzatore, in un libero e intangibile assolo. Il secondo tempo si apre con il passo a due Rapsody del celebre Sir Frederick Ashton, conferma la sacralità e perfezione che muove l’universo per concludersi, in perfetta sintesi, proprio con Bonaventura, storia del genere umano e della sua innaturale evoluzione. I bravissimi ballerini del Ballet d’ Jérri hanno interpretato impeccabilmente questa narrazione voluta da Fernando Montaño, ed insieme a lui hanno creato una dimensione : il ballerino sensibile all’ambiente, è lauerato ad honorem in Marine Conservation e dal2020 è anche Ambasciatore della Marine Conservation Society, a dimostrazione di quanto sia interessato alla salvaguardia degli oceani. In ambito professionale lo stimato ballerino della Royal Opera Hause è stato anche il protagonista del documentario della BBC ‘Dancing for Peace’. Molteplici dunque gli obiettivi raggiunti, e un ulteriore riconoscimento gli è stato assegnat, al termine della serata al Teatro Romano, da Ada Urbani, Andrea Sistine e Monique Veaute, per il lavoro svolto rivolto al Festival, per l’attenzione alla città di Spoleto, e per il talento. Una collaborazione tra Montaño ed il Festival di Spoleto, un’idea che si è concretizzata, un messaggio che sia veramente di ‘buena ventura’.
Erika Moroni
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