IL BOSCO IN UNA STANZA: TEHO TEARDO TRAS-PORTA ALLO ZUT DI FOLIGNO IL SUO CONCERTO AL BUIO
Immaginate di passeggiare in una foresta, al buio, e percepirne odori, i suoni, e tutta la sua energia. Ora, sdraiati in una stanza senza luci, di incanto siete trasportati esattamente in quel creato grazie al progetto ma soprattutto alla capacità di un artista visionario, poetico e malinconico in grado catturare questa immensità e portarla con sé. “Concerto al buio” è quindi l’ultimo progetto di Teho Teardo in cui dopo aver registrato la voce notturna della selva oscura presente a confine tra Italia Austria e Slovenia decide di catturarla e riproporla tramite sintetizzatore: lo fa in piccoli luoghi, generando una elaborata produzione che confluisce in un unicum composto da elettronica e natura, tra flora e fauna, cristallizzando quell’armonia primordiale e autentica. Si percepisce il vento tra gli alberi, lo sgorgare dell’acqua il verso degli uccelli, una polifonia che man mano si traduce in dark ambient e noise music. Ma a prevalere è la poetica, malinconica che durante la quiete si percepisce a livelli altissimi, con la delicatezza che Teho riesce a trasmettere. Quando ancora tutto deve iniziare Teardo ci introduce a quello che sarà con una luce soffusa rossa che illumina solo il palco dove troviamo la sua consolle e spiega il processo semplice che lo ha condotto a realizzare un contesto simile, quel desiderio di tornare alle sue origini (n.d.r. nasce a Pordenone ma ora vive a Roma), ricongiungersi con la terra e con il principio del ritmo delle melodie. Ci avverte che al termine una presenza farà il suo ingresso e, senza fare spoiler, è stato toccante concludere con una immagine che tutti abbiamo impressa nella mente, e che lui, compositore di colonne sonore, in tale onirico e surreale scenario (siamo pur sempre in una stanza, in cui è stata alterata una verità potente) ha inserito lasciandoci con una fantasia fin troppo vicina alla realtà.
Erika Moroni
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